Probabilmente tutta la sabbia incastrata nelle mie scarpe non andrà mai del tutto via. Continuo a sbatterle e pulirle ma ne rimane sempre lo strascico, eppure forse mi piace che sia lì. Mi ricorda il deserto. Mi ricorda il mio viaggio in Marocco. E’ stata un’esperienza totalmente inaspettata, uno di quei biglietti aerei che acquisti spinto dal prezzo e che ti fanno credere di essere solo la parentesi di stacco in periodo di feste e di frivolezza. Ma non è andata così. Il Marocco non è stato una parentesi, è stato prologo, contenuto ed epilogo di un qualcosa di assolutamente magico. Il Marocco è un ponte tra Europa e Africa nel quale le culture si mischiano, si fondono e non riesci a stabilire dove finisce l’una e dove comincia l’altra. E’ un luogo ancorato alle tradizioni ma con un occhio perenne verso il cambiamento. Nuovo e vecchio si intrecciano in un rapporto altalenante: abbracci e pugni e baci e schiaffi. E’ stato un viaggio che ci ha lasciato tanto, rivoltandoci come calzini per farci capire che non è mai come te lo aspetti, che può essere tanto o poco, fuoco o ghiaccio e donarti tutto o niente. Non è detto che ogni esperienza riesca a toccare le tue corde. Il Marocco ci ha lasciato tutto, ci ha mostrato lati che abbiamo accolto e altri che non abbiamo potuto fare a meno di respingere. Ma se c’è una cosa che custodiremo sempre tra i ricordi più prezioni è la sua gente. E’ stata proprio lei, la gente, la più grande sorpresa.. 

casablanca-moschea
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Chefchaouen-marocco
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Fès-concerie-marocco
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rif-marocco-montagne
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